Contratti di Locazione

Guide sul Contratto di Locazione e Modelli da Scaricare Gratis

Verbale Riconsegna Immobile Fine Locazione – Fac Simile Word e PDF

Aggiornato il 9 Novembre 2025 da Roberto Rossi

In questa guida spieghiamo come scrivere un verbale riconsegna immobile fine locazione e mettiamo a disposizione un fac simile verbale riconsegna immobile fine locazione Word e PDF editabile da scaricare.

Verbale di Consegna Immobile

Quando si firma il contratto di locazione di un immobile, il proprietario e l’inquilino concordano diverse clausole, dall’ammontare del canone mensile alla durata del contratto, passando per la cifra richiesta per il deposito cauzionale iniziale. Questa non può superare le tre mensilità del canone pattuito e viene restituita al termine del contratto, nel caso in cui all’immobile non vengano riscontrati danni causati dall’inquilino.

All’atto della firma del contratto, però, si fa spesso poca attenzione al verbale di consegna dell’immobile, che contrariamente a quanto si pensa, risulta di notevole importanza per evitare possibili futuri disguidi tra le parti. Risulta essere un documento nel quale si descrive lo stato dell’immobile. Non si deve credere che esso sia dovuto solo in caso di consegna di immobile arredato, perché vale anche quando l’immobile consegnato è disadorno, spoglio. Infatti, in esso bisogna indicare, per esempio, le condizioni in cui versano i pavimenti, le pareti, gli infissi o, se sono stati forniti elettrodomestici, bisogna attendere l’allaccio dell’energia elettrica per valutarne il funzionamento.

Questo perché quando l’immobile sarà riconsegnato dall’inquilino al proprietario, questo redigerà un nuovo verbale e a quel punto potrebbero insorgere discordanze con il verbale precedente. Per esempio, il proprietario potrebbe eccepire il peggiorato stato di un mobile o delle pareti, a parte l’ordinaria usura del tempo.

Ecco, quindi, che, invece che compilare il verbale in maniera svogliata, quasi si trattasse di una stancante formalità burocratica, bisognerebbe prestarvi maggiore attenzione, perché ne vale del nostro interesse. Il proprietario, nei casi più gravi, non solo trattiene dal deposito la somma stimata per i danni subiti, ma potrebbe chiedere l’ulteriore integrazione della stessa, nel caso i danni fossero stimati di valore ancora superiore.

Per questo, bisogna essere molto precisi e accurati nel redigere un verbale di consegna dell’immobile. Per prima cosa, dobbiamo guardare a ogni particolare, anche quello apparentemente meno rilevante. Se trovate il divano con una macchia, persino in un punto nascosto, dovete scriverlo, perché altrimenti la stessa potrebbe esservi addebitata quale frutto di una vostra incuria. Se le pareti sembrano in buone condizioni, ma la pittura segnala qualche difetto, segnatelo. Se le mattonelle non sono perfettamente lineari in un certo angolo di uno dei vani, prendete nota.

Chiaramente, cercate sempre di riportare anche una descrizione generale dell’immobile, numero dei vani, se viene consegnato arredato o spoglio, se fornito di energia elettrica, di acqua corrente.

Al fine di tirare acqua verso il vostro mulino, cercate anche di farvi furbi con le parole, ovvero non utilizzate mai termini, che esaltino le condizioni in cui versa l’immobile. Se le pareti sono a posto, evitate di descriverle in ottimo stato e limitatevi a buone. Non si tratta di fregare il proprietario, ma di non soccombere potenzialmente alle sue possibili richieste future. Anche perché con il trascorrere degli anni, in genere, 4 o 8, alla riconsegna dell’immobile è quasi automatico che questi si presenti in condizioni meno ottimali di quando vi era stato consegnato, ma il proprietario potrebbe avere la tendenza ad addebitarvi tale peggioramento, quando esso è stato causato dal semplice trascorrere del tempo.

Chiaramente, il verbale alla consegna e quello alla riconsegna dell’immobile saranno redatti sempre in presenza di entrambe le parti, per cui i suggerimenti cui sopra non è detto che possano applicarsi alla lettera, ma la cosa importante è che non firmiate mai se ritenete che siano state esagerate in positivo le condizioni dell’immobile o di parte di esso. Dovete negoziare anche termine dopo termine, se ciò risulta necessario, specie con certi proprietari apparentemente furbi.

Potreste suddividerlo in capitoli, in uno inserite la descrizione generale dell’immobile, numero vani, pareti, pavimento, infissi, rubinetteria, etc, in un altro lo stato degli eventuali immobili consegnati, oltre che il loro elenco minuzioso, in un altro ancora la sussistenza delle utenze domestiche e possibilmente in uno separato scrivete dettagliatamente quali siano gli elettrodomestici trovati alla consegna.

Verbale Riconsegna Immobile Fine Locazione

La fase di riconsegna dell’immobile rappresenta un momento importante per entrambe le parti del contratto di locazione, poiché
-Consente al proprietario di verificare che l’inquilino abbia mantenuto l’immobile in buono stato e senza arrecare danni.
-Permette all’inquilino di dimostrare di aver rispettato gli accordi, così da ottenere la restituzione del deposito cauzionale.

In questo caso, sarà il proprietario ad avere tutto l’interesse a descrivere in maniera più negativa possibile le condizioni dell’immobile, specie se questo non dovesse essere più locato, magari perché entrerà in possesso suo o di un familiare. A questo punto, dovrete seguire il ragionamento inverso, ovvero dovete cercare di difendere la realtà, annotando ogni aspetto per le condizioni effettive, senza che ne vengano ingigantiti gli aspetti negativi. Se il divano in pelle sembra sgualcito, fate notare come dopo un certo numero di anni non è possibile trovarlo nel medesimo stato iniziale, perché anche sedendovi sopra qualche volta a settimana, l’usura diventa ovvia.
Se si tratta di verbale di rilascio di un immobile arredato, come accennato, il documento deve specificare anche lo stato di manutenzione di mobili, suppellettili ed elettrodomestici di cui l’appartamento era dotato all’inizio del contratto. In questi casi è utile stilare una lista del contenuto da allegare al contratto e documentare lo stato di manutenzione degli immobili tramite fotografie.

In caso di recesso anticipato, basta utilizzare il modello di verbale di riconsegna dell’immobile solito. Non è infatti necessario precisare che il contratto di locazione è stato rescisso in maniera anticipata.
Nel momento in cui l’inquilino presenta il verbale di riconsegna dell’immobile, il proprietario dell’immobile è tenuto a restituirgli il deposito cauzionale, se l’appartamento è in uno stato analogo a quello in cui era all’inizio del contratto.

Fac Simile Verbale Riconsegna Immobile Fine Locazione Word

Il verbale di riconsegna dell’immobile è una scrittura privata tra proprietario ed inquilino. La legge non stabilisce una forma esatta da seguire, quindi è possibile stilare il verbale di riconsegna dell’immobile come si preferisce.

Il fac simile verbale di riconsegna dell’immobile Word presente in questa pagina può essere utilizzato come modello. Il documento deve contenere, oltre ai dati del conduttore, del locatore, e dell’immobile, le seguenti informazioni
-Dati del conduttore, del locatore e dell’immobile
-Condizione della tinteggiatura dell’appartamento al momento della restituzione
-Stato di ogni locale (es. cucina, bagno, soggiorno, camere)
-Condizioni delle pertinenze (box auto, giardino, cantina, terrazzo)
-Condizioni dei pavimenti e delle pareti
-Stato degli infissi
-Dettagli sugli impianti di riscaldamento, condizionamento, elettrico, gas e idrosanitario
-Letture dei contatori (acqua, gas, elettricità)
-Condizioni degli impianti telefonici e Internet
-Stato del citofono e dell’antenna televisiva

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Verbale Riconsegna Immobile Fine Locazione
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Modello Verbale Riconsegna Immobile Fine Locazione PDF Editabile

Il modello verbale riconsegna immobile fine locazione PDF editabile può essere scaricato e compilato inserendo le informazioni indicate in precedenza.

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Filed Under: Guide, Modelli e Fac Simile

Fac Simile Contratto di Locazione Posto Auto Word e PDF

Aggiornato il 9 Novembre 2025 da Roberto Rossi

In questa guida mettiamo a disposizione un modello di contratto di locazione posto auto Word e PDF editabile.

Caratteristiche del Contratto di Locazione Posto Auto

La stipula di un contratto d’affitto per un box auto rappresenta una pratica commerciale diffusa, che necessita di una comprensione accurata delle sue dinamiche e delle disposizioni legali ad esso connesse. Le seguenti informazioni mirano a delineare con precisione le modalità e le implicazioni di tale accordo.

Ci si potrebbe chiedere se è possibile locare separatamente un box auto rispetto a un appartamento? La risposta è affermativa, la normativa permette infatti questo tipo di operazione. Separare il contratto d’affitto del posto auto da quello dell’abitazione può incrementare il rendimento per il proprietario fino al 6,6% mensile.
Oltre a portare benefici per il locatore, l’affitto di un box auto si rivela vantaggioso anche per l’inquilino, specialmente per chi necessita di un parcheggio in zone urbane scarsamente servite da trasporti pubblici o dove il parcheggio è a pagamento. Questa soluzione può tradursi in una significativa riduzione dei costi e in un aumento della comodità per individui la cui attività lavorativa si colloca lontano dal luogo di residenza.

Il contratto di locazione per un box auto rappresenta una forma di accordo flessibile, slegata dalle normative rigidamente predefinite che regolano il rapporto tra proprietario e inquilino nella locazione di immobili di tipo abitativo.
La peculiarità di questo tipo di contratto risiede nella sua libertà di strutturazione: non esistono infatti imposizioni legislative specifiche che ne delineano i termini e le condizioni, al di fuori dell’obbligo di registrazione qualora la durata superi i 30 giorni in un anno solare. Le parti hanno quindi l’opportunità di definire durata, canone e modalità di rinnovo o disdetta in maniera completamente autonoma, orientando l’accordo in base alle reciproche esigenze e preferenze.
Per quanto riguarda la durata, il contratto di locazione può essere esteso a tempo indeterminato, con la possibilità per le parti di stabilire accordi su misura. Analogamente, i termini relative a rinnovi o revoche del contratto possono essere personalizzati, garantendo flessibilità e adattabilità alle circostanze specifiche.
In tema di canone, la determinazione dell’importo rimane anch’essa libera da vincoli predefiniti, sebbene sia raccomandabile aderire ai parametri di mercato, aggiustando il prezzo in base alle caratteristiche peculiari del box e dell’area circostante, come la presenza di servizi aggiuntivi (elettricità, sicurezza), la dimensione e le condizioni del locale.
Riguardo alle spese, il contratto può prevedere un riparto delle responsabilità di manutenzione: ordinariamente spetterebbe al locatore occuparsi delle spese straordinarie, e all’inquilino quelle ordinarie. Nonostante ciò, è possibile stipulare condizioni alternative, per fare in modo che la distribuzione delle spese rispecchi le esigenze e le capacità delle parti.

Per quanto riguarda la registrazione del contratto di locazione di un garage, è necessario che venga registrato presso l’Agenzia delle Entrate se la durata supera i 30 giorni. Questo può essere fatto telematicamente o recandosi fisicamente presso l’ufficio territoriale competente, muniti del modello RLI debitamente compilato.
La registrazione del contratto comporta dei costi specifici, che includono l’imposta di registro, calcolata al 2% del canone annuo, con un minimo di 67 euro per il primo anno, e l’imposta di bollo, applicabile in caso di prima registrazione, che ammonta a 16 euro per ogni quattro pagine del contratto.

Vediamo ora più nel dettaglio come compilare il modello di contratto di locazione posto auto messo a disposizione in questa pagina
-Identificazione delle Parti
Inserisci il nome completo, luogo e data di nascita, residenza, e codice fiscale del locatore (il proprietario che concede in affitto il box auto).
Aggiungi i dati completi del conduttore (l’inquilino), incluse informazioni di contatto e codice fiscale.
-Descrizione dell’Unità Immobiliare
Specifica il tipo di immobile (box auto o garage) e l’indirizzo completo in cui si trova. Indica anche la destinazione d’uso (es. “uso esclusivo di autorimessa privata” o “posto auto”).
-Durata del Contratto
Definisci la durata della locazione, con data di inizio e termine, specificando se è prevista una tacita rinnovazione alla scadenza (salvo disdetta da una delle parti, da comunicare almeno tre mesi prima).
-Canone di Locazione e Pagamento
Indica l’importo del canone (annuale o mensile), con il termine di pagamento (es. “pagamento anticipato”). Inserisci il luogo o modalità di pagamento (es. “al domicilio del locatore” o tramite bonifico).
Specifica se il canone è soggetto o meno ad aggiornamento annuale, legato all’indice ISTAT.
-Oneri Accessori
Aggiungi eventuali spese accessorie (es. costi di manutenzione ordinaria) a carico del conduttore.
-Obblighi del Conduttore e Condizioni di Consegna
Conferma che il conduttore è responsabile del pagamento puntuale del canone e delle spese accessorie, e che non potrà sospendere il pagamento per eventuali controversie.
Dichiarazione da parte del conduttore di aver ispezionato l’immobile e trovato lo stesso in buone condizioni. La riconsegna dovrà avvenire nelle stesse condizioni, salvo normale usura.
-Modifiche e Subaffitto
Indica se il conduttore è autorizzato a modificare o sublocare l’immobile. È consigliabile richiedere sempre il consenso scritto del locatore per qualsiasi modifica.
-Prelazione
Specifica se il conduttore ha o meno diritto di prelazione.
-Spese di Manutenzione
Specifica che le spese ordinarie sono a carico dell’affittuario, mentre quelle straordinarie sono a carico del locatore.
-Deposito Cauzionale
Inserisci l’importo del deposito cauzionale (in genere corrispondente a una o più mensilità del canone), indicando se è produttivo di interessi legali. Il deposito sarà restituito a fine locazione previa verifica delle condizioni dell’immobile.
-Registrazione e Spese di Contratto
Indica che il conduttore è responsabile della registrazione del contratto, con oneri divisi in parti uguali tra le parti, e che le spese relative alla stesura e registrazione sono a carico del conduttore.
-Data e Firma
Inserisci la data di stipula del contratto e lo spazio per le firme di entrambe le parti. La firma finale conferma l’accettazione e la piena adesione ai termini e condizioni stabiliti nel contratto.

Fac Simile Contratto di Locazione Posto Auto Word

Il modello di contratto di locazione posto auto Word messo a disposizione in questa pagina risulta essere piuttosto semplice da utilizzare. Si tratta di un documento che può essere scaricato e modificato in base alle proprie esigenze.

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Fac Simile Contratto di Locazione Posto Auto Word
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Fac Simile Contratto di Locazione Box Auto PDF

Il fac simile contratto di locazione posto auto PDF editabile da compilare inserendo i dati che sono stati indicati in precedenza.

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Contratto di Locazione Box Auto
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Filed Under: Modelli e Fac Simile

Modello RLI PDF Editabile e Guida alla Compilazione

Aggiornato il 8 Novembre 2025 da Roberto Rossi

In questa guida mettiamo a disposizione un modello RLI editabile e spieghiamo come deve essere compilato.

I contratti di locazione degli immobili vanno registrati entro trenta giorni dalla loro stipula o dal primo pagamento del canone, se antecedente alla stipula. Il modello Rli, Registrazione locazioni immobili, è necessario per richiedere agli uffici dell’Agenzia delle Entrate la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e comunicarne eventuali proroghe, cessioni, risoluzioni o subentri. Vediamo adesso come si compila il modello Rli, quello per la registrazione dei contratti di affitto degli immobili.

Quando Utilizzare il Modello RLI

Il Modello RLI è un documento ufficiale che i contribuenti devono compilare per registrare un contratto di locazione presso l’Agenzia delle Entrate. Questo modello permette di gestire tutte le operazioni relative ai contratti di locazione, sia abitativi che strumentali, incluse registrazione, variazione, disdetta o proroga. Può inoltre essere utilizzato per scegliere o revocare l’opzione della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile in locazione. È valido sia per la registrazione cartacea del contratto allo sportello sia per la registrazione telematica.

Dopo aver registrato il contratto di locazione, è possibile procedere ad ulteriori operazioni come la voltura delle utenze, il subentro, il cambio di residenza e altre pratiche.

In modo sintetico, le casistiche per cui è necessario il Modello RLI includono
-Registrazione del contratto di locazione (abitativo, commerciale, ecc.)
-Opzione per la cedolare secca, ove applicabile
-Variazione dell’importo del canone di locazione mediante rinegoziazione del contratto
-Comunicazione o aggiornamento dei dati catastali
-Risoluzione anticipata del contratto di locazione
-Proroga del contratto, cessioni o subentri
-Modifiche alla durata del contratto, avvenimenti straordinari o richieste di esenzioni fiscali
Il Modello RLI è quindi il riferimento principale per gestire qualsiasi variazione rilevante del contratto di locazione, per la registrazione di nuovi contratti o per comunicare la conclusione di contratti esistenti.

Come Compilare il Modello RLI

Il modello contiene cinque quadri
Quadro A – Dati Generali
Quadro B – Soggetti
Quadro C – Dati degli Immobili
Quadro D – Locazione ad uso abitativo e opzione o revoca cedolare secca
Quadro E – Locazione con canone differente per una o più annualità

Il quadro A è quello principale. Per iniziare, è necessario indicare il tipo di contratto utilizzando uno dei seguenti codici
L1 – Locazione di immobile ad uso abitativo
L2 – Locazione agevolata di immobile ad uso abitativo
L3 – Locazione di immobile a uso abitativo (contratto assoggettato ad IVA)
L4 – Locazione finanziaria di immobile a uso abitativo
S1 – Locazione di immobile a uso diverso dall’abitativo
S2 – Locazione di immobile strumentale con locatore soggetto ad IVA
S3 – Locazione finanziaria di immobile a uso diverso dall’abitativo
T1 – Affitto di fondo rustico
T2 – Affitto di fondo rustico agevolato
T3 – Affitto di terreni e zone non edificabili, cave e torbiere
T4 – Affitto di terreni edificabili o non edificabili destinati a parcheggio
Nel resto della sezione I bisogna indicare gli estremi del contratto di locazione e i dati di un eventuale garante.

La sezione II va utilizzata per la gestione degli adempimenti successivi alla registrazione di un contratto di locazione, utilizzando uno dei seguenti codici
1 – Annualità Successiva
2 – Proroga
3 – Cessione
4 – Risoluzione
5 – Conguaglio d’imposta
6 – Subentro
7 – Risoluzione con pagamento del corrispettivo

Nella Sezione III bisogna inserire i propri dati personali. Il codice da inserire nella casella tipo soggetto è il codice 1 per le persone fisiche che hanno stipulato il contratto direttamente.

Nel quadro B vanno inseriti i dati relativi sia al proprietario dell’immobile che all’inquilino. La casella tipologia conduttore deve essere sempre compilata e, nella maggioranza dei casi, deve essere inserito il codice 3. Se, invece, l’immobile è stato affittato ad una cooperativa, bisogna inserire il codice 2. Nel caso in cui l’immobile sia dato in locazione ad una persona con codice fiscale provvisorio, bisogna inserire il codice 2.

Successivamente, nel quadro C, vanno indicati, invece, i dati relativi all’immobile oggetto della locazione.

Segue il quadro D, dove vanno indicati sia la tipologia della locazione che l’eventuale regime fiscale di riferimento, ovvero se ci si avvale del regime ordinario o della cedolare secca. La scelta può essere mutata ogni anno, perché per quanto sopra accennato, essa dipende essenzialmente dalla convenienze dell’uno o dell’altro regime, in base al reddito dichiarato. In realtà, dopo le ultime modifiche relative, in particolare, al maggiore beneficio previsto per i proprietari che locano l’immobile con un contratto a canone concordato, è quasi automatico ipotizzare la maggiore convenienza del regime della cedolare secca.

Presentazione del Modello RLI

La presentazione del Modello RLI all’Agenzia delle Entrate può avvenire in due modalità, cartacea, recandosi presso un ufficio territoriale, o telematica tramite il software online “Modello RLI Web” disponibile sul sito dell’Agenzia. Vediamo i dettagli per entrambe le opzioni.

Presentazione Cartacea
Per la registrazione cartacea del contratto di locazione, occorre recarsi presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate con la seguente documentazione
-Modello RLI compilato e firmato dal richiedente la registrazione (locatore, conduttore o intermediario) e da eventuali soggetti deleganti.
-Modello F24 Elide già liquidato con l’imposta di registro, oppure i dati IBAN per effettuare il pagamento direttamente allo sportello.
-Copie del contratto, bollate e firmate, sono opzionali se sono rispettati i seguenti requisiti
Contratto di tipo abitativo o abitativo agevolato
Non soggetto a IVA
Massimo 3 locatori e 3 conduttori, e un massimo di 4 immobili, di cui un’abitazione principale e 3 pertinenze
Indicazione della rendita catastale e tipologia d’immobile urbano nel contratto.
Se si sceglie la cedolare secca, basta presentare il Modello RLI per esercitare o revocare questa opzione, senza la necessità di allegare il contratto.

Trasmissione Telematica
In alternativa alla presentazione cartacea, la registrazione può essere effettuata online tramite la piattaforma Modello RLI Web. Questa modalità consente di risparmiare tempo e gestire l’intera procedura online, incluso il caricamento del contratto in formato TIF, TIFF o PDF/A per situazioni particolari, per esempio, canoni differenziati o sublocazioni.
Per completare la registrazione online, è necessario inserire i dati del locatore, conduttore, immobile, canone e durata del contratto. Aggiungendo gli estremi bancari o postali per l’addebito delle imposte di registro e bollo, il contratto può essere inviato e registrato direttamente. Con il Modello RLI Web è possibile anche gestire rinnovi annuali, proroghe e risoluzioni del contratto, oltre all’opzione della cedolare secca, se applicabile.

Va notato come sia molto rischioso per il proprietario dell’immobile non procedere alla registrazione del contratto entro i termini fissati dalla legge. Se l’inquilino denunciasse il locatore per l’affitto in nero, questo sarebbe tenuto al pagamento di sanzioni, pari al 120-140% dell’omessa imposta di registrazione del contratto, al 200-400% della maggiore imposta dovuta sul canone non dichiarato e al 30% dell’imposta di registrazione evasa, nel caso di pagamento tardivo.
Ma non finisce qui. La vera sanzione a cui il proprietario sarebbe sottoposto sarebbe più salata. In effetti, la legge prevede un sostanzioso beneficio per l’inquilino che provi che il contratto di locazione dell’immobile non sia stato registrato o che sia stato dichiarato un canone inferiore a quello effettivamente stipulato tra le parti. Esso consiste nell’assicurargli per la durata residua del contratto un canone annuo non superiore a 3 volte la rendita catastale dell’immobile.
Poniamo, per esempio, che l’immobile abbia una rendita catastale di 500 euro e che l’inquilino pagasse mensilmente un canone di 350 euro. Con la denuncia, egli non dovrebbe pagare più di 1.500 euro all’anno, ossia 125 euro al mese, poco più di un terzo di prima. Non solo, il proprietario potrà aumentare ogni anno il canone del 75% dell’indice di rivalutazione dell’Istat, quando sarebbe previsto altrimenti il 100%, nei casi di contratto di locazione a canone libero.

Modello RLI PDF Editabile

Il modello RLI PDF editabile può essere scaricato e compilato seguendo le indicazioni fornite in precedenza.

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Modello RLI
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Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione Word e PDF – Fac Simile

Aggiornato il 6 Novembre 2025 da Roberto Rossi

In questa guida mettiamo a disposizione un fac simile risoluzione consensuale contratto di locazione Word e PDF e spieghiamo come compilarla in modo corretto.

Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione

Il contratto di locazione è un accordo giuridico attraverso il quale un soggetto, detto locatore, concede a un altro soggetto, detto conduttore, il diritto di utilizzare un bene immobile in cambio del pagamento di un corrispettivo in denaro. Questo accordo conferisce al conduttore un diritto personale di godimento sull’immobile altrui, consentendogli di usufruirne secondo le condizioni stabilite nel contratto.

Per quanto riguarda le locazioni ad uso abitativo, che costituiscono la tipologia più diffusa, la legge italiana prevede una serie di disposizioni specifiche che vincolano le parti nella redazione delle clausole contrattuali. La normativa di riferimento è la Legge n. 431 del 9 dicembre 1998, integrata dal Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2002, che regolamenta vari aspetti del rapporto locatizio, tra cui la durata del contratto, il canone e le modalità di recesso.
La legge stabilisce come regola generale la stipula di contratti di locazione di durata quadriennale, con possibilità di rinnovo automatico per un ulteriore quadriennio alla scadenza del primo periodo, salvo specifiche cause di recesso da parte del locatore. Questo modello contrattuale è comunemente noto come contratto 4+4.
In alternativa, è prevista la possibilità di stipulare contratti di durata triennale, con rinnovo per un biennio alla scadenza del triennio iniziale, a meno che il locatore non adduca una specifica causa di recesso. Questo tipo di contratto, denominato 3+2, prevede la determinazione di un canone concordato, stabilito in base ai parametri fissati dalla legge e agli accordi stipulati tra le associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini.
Per rispondere a esigenze abitative temporanee, la legge consente la stipula di contratti di natura transitoria, con una durata variabile da uno a diciotto mesi. Questa tipologia è utilizzata quando vi sono comprovate necessità transitorie, sia da parte del locatore che del conduttore. Nel caso di studenti universitari, sono previsti contratti specifici che tengono conto della durata dei corsi di studio.
Infine, per locazioni di breve durata, inferiori a trenta giorni, è possibile stipulare contratti senza obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Questa opzione è spesso utilizzata per affitti turistici o temporanei.

Indipendentemente dalla durata del contratto, il conduttore ha la facoltà di recedere anticipatamente dal contratto di locazione in presenza di gravi motivi, dando un preavviso di almeno sei mesi al locatore. I gravi motivi devono essere tali da rendere eccessivamente gravosa la prosecuzione del rapporto locatizio per il conduttore, come per esempio trasferimenti lavorativi, problemi familiari o economici sopravvenuti.
Oltre al recesso unilaterale del conduttore, esiste la possibilità per le parti di concordare la cessazione anticipata del contratto attraverso la risoluzione consensuale. Questa avviene quando locatore e conduttore manifestano una volontà comune di porre fine al rapporto contrattuale in essere.
La risoluzione consensuale è uno strumento che permette di evitare potenziali conflitti e di gestire in maniera collaborativa la conclusione anticipata del contratto. Le motivazioni che possono spingere le parti a optare per questa soluzione sono molteplici, esigenze personali del locatore, necessità del conduttore di cambiare abitazione, o semplicemente la volontà di entrambe le parti di terminare il rapporto locatizio in anticipo rispetto alla scadenza naturale.

Il documento di risoluzione consensuale dovrebbe contenere
-Dati identificativi delle parti: nomi, cognomi, indirizzi, codici fiscali del locatore e del conduttore.
-Riferimenti al contratto originario: data di stipula, durata, estremi della registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.
-Dichiarazione di volontà: esplicitazione della comune volontà di risolvere anticipatamente il contratto di locazione.
-Data di effetto: indicazione della data a partire dalla quale la risoluzione avrà efficacia.
-Regolamentazione delle pendenze: accordi relativi a eventuali canoni non pagati, restituzione del deposito cauzionale, pagamento degli oneri accessori (come spese condominiali e utenze).
-Spese di registrazione: definizione di chi si farà carico delle spese relative alla registrazione della risoluzione.

La risoluzione consensuale del contratto di locazione deve essere registrata presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data dell’accordo. Questo adempimento è fondamentale per comunicare formalmente all’Amministrazione finanziaria la cessazione del contratto, evitando l’obbligo di continuare a pagare le imposte sui canoni di locazione non più percepiti dal locatore.
Per la registrazione è necessario
-Versare l’imposta di registro: l’importo è fissato in 67 euro per le risoluzioni anticipate dei contratti di locazione. Il pagamento va effettuato tramite il modello F24 Elide, utilizzando il codice tributo 1503.
-Compilare il modello RLI: modulo predisposto dall’Agenzia delle Entrate per la registrazione dei contratti di locazione e degli adempimenti successivi, come appunto la risoluzione consensuale. Il modello è scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
-Presentare la documentazione: il modello RLI compilato e la ricevuta di pagamento dell’imposta di registro devono essere presentati all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso il quale è stato registrato il contratto originario.
È importante sottolineare che se il contratto di locazione era stato stipulato optando per il regime della cedolare secca, l’imposta di registro sulla risoluzione consensuale non è dovuta. La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sul reddito da locazione, esentando il locatore dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo.

La mancata registrazione della risoluzione consensuale comporta diverse conseguenze
-Obblighi fiscali: in assenza di comunicazione all’Agenzia delle Entrate, il contratto di locazione risulta ancora in essere, e il locatore sarà tenuto al pagamento delle imposte sui canoni di locazione come se il contratto non fosse stato risolto.
-Sanzioni: il mancato pagamento dell’imposta di registro entro i termini previsti può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi di mora.
-Contenziosi legali: senza una formale risoluzione registrata, potrebbero sorgere controversie tra le parti, ad esempio se il conduttore continuasse a occupare l’immobile o se sorgessero dispute sullo stato di riconsegna dell’immobile stesso.

Nel procedere alla risoluzione consensuale, le parti dovrebbero prestare attenzione ad alcuni aspetti pratici
-Restituzione dell’immobile: il conduttore deve riconsegnare l’immobile nello stato in cui lo ha ricevuto, salvo il normale deterioramento d’uso. È consigliabile effettuare un verbale di riconsegna in cui si attesta lo stato dell’immobile al momento della restituzione.
-Deposito cauzionale: il locatore deve restituire al conduttore il deposito cauzionale versato all’inizio del rapporto, eventualmente decurtato delle somme necessarie a coprire danni o spese non pagate. La risoluzione consensuale può specificare le modalità e i tempi di restituzione.
-Oneri accessori: le parti devono verificare che tutte le spese condominiali, le utenze e gli oneri accessori siano stati regolarmente saldati fino alla data di cessazione del contratto.
-Spese di registrazione: generalmente, le spese per la registrazione della risoluzione consensuale sono a carico del conduttore, salvo diverso accordo. È importante specificare questo aspetto nell’accordo scritto.

Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione
Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione

Fac Simile Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione Word

Il fac simile risoluzione consensuale contratto di locazione Word può essere scaricato e modificato in modo da adattarlo alle proprie esigenze.

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Fac simile risoluzione consensuale contratto di locazione Word
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Fac Simile Risoluzione Consensuale Contratto di Locazione PDF

Il fac simile risoluzione consensuale contratto di locazione PDF editabile può essere compilato inserendo i dati che sono stati indicati in precedenza.

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Fac simile risoluzione consensuale contratto di locazione PDF
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Ricevuta Affitto Editabile Word e PDF – Fac Simile

Aggiornato il 6 Novembre 2025 da Roberto Rossi

In questa guida mettiamo a disposizione un fac simile ricevuta affitto editabile Word e PDF e spieghiamo come compilarla in modo corretto.

Come Compilare Ricevuta per Affitto

La ricevuta di pagamento dell’affitto è un documento essenziale nel rapporto tra locatore e inquilino. Essa attesta che l’inquilino ha versato al proprietario dell’immobile il canone di locazione relativo a un determinato periodo, solitamente mensile. Questo documento non solo certifica l’avvenuto pagamento, ma costituisce anche una tutela legale per entrambe le parti, prevenendo possibili controversie future riguardo ai pagamenti effettuati o dovuti.

La ricevuta d’affitto ha quindi una duplice funzione.
Per il proprietario, rappresenta la prova che l’immobile è affittato e che ha ricevuto regolarmente il canone concordato nel contratto di locazione, cosa può essere particolarmente utile in caso di controlli fiscali, visto che dimostra la regolarità dei pagamenti e l’adempimento degli obblighi contrattuali.
Per l’inquilino la ricevuta è fondamentale per dimostrare di avere pagato l’affitto secondo i termini stabiliti. Questo lo protegge da eventuali richieste di pagamento non dovute da parte del proprietario. Inoltre, la ricevuta può essere necessaria per usufruire di agevolazioni fiscali o contributi previsti dai Comuni o dallo Stato per chi abita in affitto.

Un quesito comune riguarda l’obbligatorietà della ricevuta d’affitto, specialmente quando il pagamento avviene attraverso mezzi tracciabili come bonifico bancario, assegno o strumenti elettronici come PayPal.
Secondo l’articolo 1199 del Codice Civile, il creditore (in questo caso, il proprietario) che riceve il pagamento è tenuto, su richiesta del debitore (l’inquilino), a rilasciare una quietanza, ovvero una ricevuta che attesti l’avvenuto pagamento.
Pertanto, se l’inquilino richiede la ricevuta, il proprietario è obbligato a fornirla, indipendentemente dalla modalità di pagamento utilizzata. Anche se il bonifico bancario o l’assegno forniscono una traccia del pagamento, la ricevuta rimane un documento formale che certifica il consenso del proprietario all’avvenuto pagamento e l’assenza di ulteriori pretese per quel periodo.

Per essere valida, la ricevuta d’affitto deve contenere i seguenti elementi
-Dati del Proprietario: Nome, cognome e codice fiscale del locatore.
-Dati dell’Inquilino: Nome e cognome del conduttore dell’immobile.
-Descrizione dell’Immobile: Indirizzo completo e tipologia dell’immobile (appartamento, negozio, ufficio, ecc.).
-Causale del Pagamento: Indicazione del mese o del periodo per cui si effettua il pagamento e riferimento al canone di locazione.
-Dettagli del Contratto di Locazione: Numero del contratto (se presente), data di stipula e data di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.
-Importo del Canone: Somma versata dall’inquilino per il periodo indicato.
-Data del Pagamento: Giorno in cui è stato effettuato il pagamento.
-Firma del Proprietario: Firma autografa del locatore, che attesta l’avvenuta ricezione del pagamento.
È importante che tutti questi elementi siano presenti per evitare contestazioni future e per garantire la validità legale del documento.

La ricevuta può essere redatta in forma cartacea o digitale, l’importante è che contenga tutti gli elementi essenziali. Alcuni proprietari utilizzano moduli prestampati, disponibili in cartoleria, che facilitano la compilazione inserendo gli spazi per i dati necessari. Altri preferiscono creare un modello personalizzato, cosa che è possibile fare a partire dai fac simile che sono messi a disposizione in questa pagina.
In ogni caso, è fondamentale che la ricevuta sia compilata in modo chiaro e leggibile, evitando cancellature o correzioni che potrebbero invalidare il documento o creare confusioni.

Un aspetto spesso trascurato riguarda l’applicazione della marca da bollo sulla ricevuta d’affitto. Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 26 ottobre 1972, la marca da bollo è obbligatoria sulle quietanze di pagamento non soggette a IVA e di importo superiore a 77,47 euro. Dato che i canoni di locazione sono generalmente esenti da IVA e superano tale importo, è necessario apporre una marca da bollo da 2 euro sulla ricevuta.
La responsabilità di acquistare la marca da bollo spetta all’inquilino, mentre il proprietario ha l’obbligo di applicarla sulla ricevuta. È importante rispettare questa procedura poiché la mancata applicazione della marca da bollo può comportare sanzioni amministrative per entrambe le parti, che possono variare da una a cinque volte l’importo della marca non applicata.
Le ricevute relative al pagamento di spese condominiali o altre somme già soggette a IVA sono invece esenti dall’applicazione della marca da bollo.

Nel caso in cui il proprietario si rifiuti di rilasciare la ricevuta d’affitto, l’inquilino ha il diritto di tutelarsi. Secondo l’articolo 1199 del Codice Civile, il debitore (l’inquilino) può sospendere il pagamento fino a quando il creditore (il proprietario) non accetta di rilasciare la quietanza. Questo tipo di azione deve essere però intrapreso con cautela, visto che il mancato pagamento del canone potrebbe portare a situazioni di morosità.
In situazioni estreme, l’inquilino può depositare il canone presso un notaio o in un conto corrente vincolato, informando il proprietario dell’avvenuto deposito.
È sempre consigliabile cercare un dialogo costruttivo con il proprietario per risolvere eventuali incomprensioni, ricordando che entrambe le parti hanno diritti e doveri da rispettare.

Infine, ricordiamo che è buona abitudine per l’inquilino conservare tutte le ricevute d’affitto per tutta la durata del contratto e anche oltre. Questi documenti possono essere utili in caso di dispute legali, richieste di agevolazioni fiscali o semplicemente per avere un registro accurato dei pagamenti effettuati.
Anche il proprietario dovrebbe archiviare le copie delle ricevute rilasciate, in quanto potrebbero essere richieste in caso di controlli fiscali o per dimostrare la regolarità dei pagamenti ricevuti.

Modello Ricevuta Affitto Editabile
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Il fac simile ricevuta affitto Word editabile può essere scaricato e modificato in modo da adattarlo alle proprie esigenze.

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Il fac simile ricevuta affitto PDF editabile può essere compilato inserendo i dati che sono stati indicati in precedenza.

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